Lunedì 6 Settembre 2010     

  
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Tecnica

LAVORARE UN PEZZO DI LEGNO OGGI è ALLA PORTATA DI TUTTI; I CENTRI BRICO OFFRONO DELLE ATTREZZATURE DA HOBBY A DEI PREZZI MOLTO VANTAGGIOSI.
MA CREARE UN BUON PROGETTO CHE FUNZIONI E’ TUTT’ALTRA COSA
GALA Sub infatti si adopera per proporsi al vertice delle aziende produttrici di arbalete in legno e cerca di offrire i suoi fucili con il miglior rapporto qualità prezzo in assoluto.

Scelta dei legni
GALA SUB inizia la lavorazione del legno dal tavolone grezzo scegliendo accuratamente i migliori con la migliore disposizione delle venature.
Infatti anche se la struttura è lamellare la cura nella scelta del legno è basilare per offrire un prodotto ai vertici.
Colgo infatti l’occasione per ringraziare il mio grossista di legname che mi permette con molta “pazienza” di scegliere i miei tavoloni, e, considerando che sono molto pignolo...

Perché il legno?
Aldilà del suo fascino avere un fucile in legno offre i suoi grandi vantaggi proprio in un momento di piena evoluzione tecnica della pesca subacquea e di una sempre maggiore competenza dei pesca sub.
In genere i pescatori subacquei sono DIFFIDENTI verso i fucili in legno forse perché non sono prodotti in serie industriale, forse perché pensano ad una certa FRAGILITA’ del materiale o ad una certa DELICATEZZA O POCA DUREVOLEZZA
Ma non è così...

Confronto tra legno, carbonio e alluminio.
Partendo dal presupposto che oggi un buon fucile in legno è creato esclusivamente da una struttura lamellare (CIOE’ INCOLLANDO ALMENO 4 LISTELLI), possiamo tranquillamente affermare che:
- se progettato correttamente non flette affatto neanche se sottoposto ad enormi trazioni
- assorbe il rinculo più di qualsiasi altro materiale
- non si riempie d’acqua come certi fusti in alluminio
- non si ossida come l’alluminio
- è silenziosissimo grazie alla sua massa e porosità al contrario dei fusti in carbonio(i più rumorosi in assoluto)
- per quanto ho potuto constatare i clienti che usavano fucili in carbonio mi hanno quasi tutti dato ragione non trovando poi appagante il riutilizzo dei fucili in carbonio.
- La differenza è disarmante.

L’acqua del mare può intaccare il legno?
I fucili in legno da me prodotti sono super protetti dall’acqua del mare;ma se anche capita che graffiate o intaccate il fusto in qualsiasi modo,la struttura non ne risente affatto.
Basta infatti un po’ di carta abrasiva ed un po’ di flatting per sistemare il tutto.
Da ricordare infatti che un arbalete in legno ha una struttura piena mentre tutti gli altri tipi di fusti sono cavi all’interno.. ed una volta danneggiati.. bhe.. fate voi.

Personalizzare un fucile
In qualità di PRIMA CATEGORIA di tiro al piattello posso tranquillamente dirvi che avere un arma personalizzata è il segreto per poter fare una percentuale di centri altissima.
È indispensabile infatti che la grandezza dell’impugnatura sia DIMENSIONATA per la mano e che il grilletto cada all’altezza DELLA PRIMA FALANGE del dito che andrà a premerlo.
Infatti ciò agevola la leva di scatto e rende immediato e naturale il comando cervello-dito.
Avere ad esempio un grilletto che cade a metà dito, farà partire il tiro sempre in ritardo,oltre a fare picchiare l’arma verso il basso.
Un impugnatura troppo grossa tenderà all’atto dello sparo a fare ruotare l’arma verso l’interno

Il Meccanismo di sgancio
Un vero fucile in legno che si rispetti ha un meccanismo di sgancio creato con originalità.
Non voglio peccare di presunzione ma a detta dei clienti ho creato un vero gioiellino.
Infatti dopo la fase del progetto e dei lunghi test faccio tagliare al laser tutte le parti e poi le assemblo curando in maniera esagerata la lucidatura delle parti a contatto.
Questo permette di dover effettuare una manutenzione minima (una spruzzata di olio siliconico tipo quello per le catene delle moto ogni 15 pescate).
Questo meccanismo resta morbido e istintivo anche se sottoposto a trazioni enormi(es. 3 elastici da 18)
In quanto a durata ..praticamente è eterno.
Le due molle interne a TRAZIONE in acciaio inox con DIAMETRO FILO DA 0.6mm RENDONO MOLTO PERFORMANTE IL SISTEMA.
Gli spessori sono sovradimensionati con 6mm di spessore sui leveraggi e 2 mm di spessore sulla scatola di scatto

Lo sganciasagola
Creare uno sganciasagola basculante a comandato dal grilletto non presenta alcuna difficoltà.
Può però tale sistema interagire con la sensibilità del grilletto.
Ho optato pertanto verso uno sganciasagola meccanico comandato dall’asta che non disturba in alcun modo la fucilata,in quanto la trazione degli elastici non permette all’asta di essere deviata dalla sua traiettoria.
Tutto ciò l’ho potuto verificare dopo infiniti test

Contrastare il rinculo
Questo fenomeno si nota quando si passa ad esempio dai fucili in carbonio a quelli in legno ed ancor più evidente utilizzando gomme dure o fucili a più elastici.
Quando si spara con dei fucili senza massa (di certo non quelli in legno) il rinculo è sempre notevole; e più aumenta la potenza più il pescatore cerca di compensare questo rinculo offrendo una resistenza allo stesso dando una specie di “colpo di mano” in avanti.
Quante volte vi è capitato?
Questo fenomeno dà modo di fare tante di quelle padelle che a volte ci fa sbagliare i pesci più facili.
Con il legno il rinculo è talmente basso che alle prime fucilate vi accorgerete quanto siete abituati ad aspettarvi una botta sulla mano.
Dopo qualche tiro di assestamento non vi staccherete più dal vostro “pezzo” di legno.
Capite ora che chi viene “drogato” dal legno non torna più indietro?

Il bilanciamento
Avere la possibilità di variare l’assetto sulla vostra arma (come nei fucili gala sub), è un vantaggio enorme
Esiste ad esempio chi pesca facendo ore di nuoto con il fucile proteso in avanti ed un fucile negativo in punta in questo caso vi farà sbagliare tanti pesci a causa della stanchezza della mano.
Avete voglia di fare il cambio mano e poi al momento dell’incontro della preda ripassarlo sulla mano con la quale tirate..
Quando comprate un fucile industriale in genere non vi è la possibilità di variare l’assetto, e ad esempio il solo modificare il diametro dell’asta vi rende il fucile negativo.

Come bilanciare?
E’ facile farmi capire facendo un esempio con il tiro al piattello
Quando si imbraccia un fucile da tiro l’equilibrio dell’arma è distribuito su due mani ed il brandeggio avviene con la torsione dl busto.
Diventa molto agevole gestire la fucilata ed il rinculo
Nel caso del pescatore subacqueo invece, l’arma è sorretta, direzionata, e si spara.. tutto con una sola mano
Secondo il mio modo di vedere l’arma và bilanciata in prossimità della testata (nel sottopancia ) e deve essere poco poco negativa in punta.
La zona dell’impugnatura deve restare un filo positiva.
Fino ad ora i test balistici mi hanno dato ragione riuscendo a dare ai miei fucili grossa precisione con mono gomme da 19 o da 20 mm di diametro abbinate ad aste da 6mm o al massimo da 6.25 mm di diametro.
Tutto ciò grazie anche ad un buon progetto e ad un ottimale sviluppo di ogni quota del fucile.
Questo mi ha permesso di creare delle armi micidiali con una sola gomma con dei tiri lunghissimi, precisi ed il tutto con una sola gomma, guadagnando enormemente nel brandeggio.
Chiunque ha sparato con i miei fucili mi ha detto di aver fatto dei tiri prima impensabili.
I fucili restano altrettanto precisi ed ancora più anche con doppio elastico, che però consiglio di utilizzare con aste da almeno 6,5mm

Cosa cambia senza la testata? Come mirare?
per chi fino ad ora ha utilizzato fucili con testata chiusa ora cambia il modo di mirare.
In genere con un fucile a testata chiusa si tende a mirare la preda coprendola con la testata del fucile.
Infatti in molti usano anche un asta più corta dicendo che si trovano meglio;
ma non considerano la punta dell’asta durante lo sparo.
Quando invece passiamo ad adoperare un fucile con testata aperta il nostro unico riferimento diventa la freccia.
In questo caso quindi la punta della dovrà esser indirizzata verso la preda per conseguire un bersaglio utile.
L’ERRORE SOLITO di chi passa da un fucile a testata chiusa ad un fucile con testata aperta sta in genere nel fatto che anche se sappiamo di dover puntare la preda con la punta della feccia inizialmente ed inconsciamente invece tenderemo a puntare la preda mirandola con la parte finale del fucile.
Questo causa un tiro errato che andrà sicuramente alto.
Con qualche tiro di adattamento riprenderemo la mano anche con questo nuovo tipo di fucile.
Basta sapere queste piccole ma importanti cose che a volte sfuggono ma che fanno la differenza tra un tiro riuscito ed uno non riuscito.

Asta più lunga o asta più corta?
Quante volte abbiamo cambiato la lunghezza nominale del nostro arbalete?
Sicuramente la stragrande maggioranza di noi almeno una volta l’ha fatto
Prendiamo per esempio un arbalete con lunghezza dichiarata 100 cm
La lunghezza dell’asta in genere è di 40 cm più lunga della lunghezza dichiarata del fucile.
Un arbalete 100 quindi avrà un asta lunga 140 cm.
Cosa succede quando noi mettiamo sul nostro 100 un asta più corta di ad esempio 10 cm?
Accade che se noi non alziamo il tiro faremo una bella padella in quanto istintivamente avremo nel nostro cervello memorizzato l’alzo di mira dell’altra asta.
Come si può verificare ciò?
Il motivo principe è che in genere se ci fate caso nella maggior parte dei tiri non spariamo con il fucile allineato con l’occhio ma lo traguardiamo sempre un po’ dall’alto.
Chi più chi meno.
Con qualche tiro di adattamento comunque riprenderemo subito la nostra precisione.
Non mi sento ad ogni modo di consigliare un asta con i canonici 40 cm in più della lunghezza nominale del fucile piuttosto di un’altra più o meno corta…
È una questione di gusti e di esigenze.
Il consiglio buono e’ quello di non cambiare la lunghezza dell’asta del fucile che usate..
Potreste sentirvi disorientati per diverse fucilate


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