TecnicaLAVORARE UN PEZZO DI LEGNO OGGI è
ALLA PORTATA DI TUTTI; I CENTRI BRICO OFFRONO DELLE
ATTREZZATURE DA HOBBY A DEI PREZZI MOLTO VANTAGGIOSI.
MA CREARE UN BUON PROGETTO CHE FUNZIONI E’ TUTT’ALTRA COSA
GALA Sub infatti si adopera per proporsi al vertice delle
aziende produttrici di arbalete in legno e cerca di offrire
i suoi fucili con il miglior rapporto qualità prezzo in
assoluto. Scelta dei legni
GALA SUB inizia la lavorazione del legno dal tavolone grezzo
scegliendo accuratamente i migliori con la migliore
disposizione delle venature.
Infatti anche se la struttura è lamellare la cura nella
scelta del legno è basilare per offrire un prodotto ai
vertici.
Colgo infatti l’occasione per ringraziare il mio grossista
di legname che mi permette con molta “pazienza” di scegliere
i miei tavoloni, e, considerando che sono molto pignolo...
Perché il legno?
Aldilà del suo fascino avere un fucile in legno offre i suoi
grandi vantaggi proprio in un momento di piena evoluzione
tecnica della pesca subacquea e di una sempre maggiore
competenza dei pesca sub.
In genere i pescatori subacquei sono DIFFIDENTI verso i
fucili in legno forse perché non sono prodotti in serie
industriale, forse perché pensano ad una certa FRAGILITA’
del materiale o ad una certa DELICATEZZA O POCA DUREVOLEZZA
Ma non è così... Confronto tra legno, carbonio e alluminio.
Partendo dal presupposto che oggi un buon fucile in legno è
creato esclusivamente da una struttura lamellare (CIOE’
INCOLLANDO ALMENO 4 LISTELLI), possiamo tranquillamente
affermare che:
- se progettato correttamente non flette affatto neanche se
sottoposto ad enormi trazioni
- assorbe il rinculo più di qualsiasi altro materiale
- non si riempie d’acqua come certi fusti in alluminio
- non si ossida come l’alluminio
- è silenziosissimo grazie alla sua massa e porosità al
contrario dei fusti in carbonio(i più rumorosi in assoluto)
- per quanto ho potuto constatare i clienti che usavano
fucili in carbonio mi hanno quasi tutti dato ragione non
trovando poi appagante il riutilizzo dei fucili in carbonio.
- La differenza è disarmante. L’acqua del mare può intaccare il legno?
I fucili in legno da me prodotti sono super protetti
dall’acqua del mare;ma se anche capita che graffiate o
intaccate il fusto in qualsiasi modo,la struttura non ne
risente affatto.
Basta infatti un po’ di carta abrasiva ed un po’ di flatting
per sistemare il tutto.
Da ricordare infatti che un arbalete in legno ha una
struttura piena mentre tutti gli altri tipi di fusti sono
cavi all’interno.. ed una volta danneggiati.. bhe.. fate
voi. Personalizzare un fucile
In qualità di PRIMA CATEGORIA di tiro al piattello posso
tranquillamente dirvi che avere un arma personalizzata è il
segreto per poter fare una percentuale di centri altissima.
È indispensabile infatti che la grandezza dell’impugnatura
sia DIMENSIONATA per la mano e che il grilletto cada
all’altezza DELLA PRIMA FALANGE del dito che andrà a
premerlo.
Infatti ciò agevola la leva di scatto e rende immediato e
naturale il comando cervello-dito.
Avere ad esempio un grilletto che cade a metà dito, farà
partire il tiro sempre in ritardo,oltre a fare picchiare
l’arma verso il basso.
Un impugnatura troppo grossa tenderà all’atto dello sparo a
fare ruotare l’arma verso l’interno
Il Meccanismo di sgancio
Un vero fucile in legno che si rispetti ha un meccanismo di
sgancio creato con originalità.
Non voglio peccare di presunzione ma a detta dei clienti ho
creato un vero gioiellino.
Infatti dopo la fase del progetto e dei lunghi test faccio
tagliare al laser tutte le parti e poi le assemblo curando
in maniera esagerata la lucidatura delle parti a contatto.
Questo permette di dover effettuare una manutenzione minima
(una spruzzata di olio siliconico tipo quello per le catene
delle moto ogni 15 pescate).
Questo meccanismo resta morbido e istintivo anche se
sottoposto a trazioni enormi(es. 3 elastici da 18)
In quanto a durata ..praticamente è eterno.
Le due molle interne a TRAZIONE in acciaio inox con DIAMETRO
FILO DA 0.6mm RENDONO MOLTO PERFORMANTE IL SISTEMA.
Gli spessori sono sovradimensionati con 6mm di spessore sui
leveraggi e 2 mm di spessore sulla scatola di scatto
Lo sganciasagola
Creare uno sganciasagola basculante a comandato dal
grilletto non presenta alcuna difficoltà.
Può però tale sistema interagire con la sensibilità del
grilletto.
Ho optato pertanto verso uno sganciasagola meccanico
comandato dall’asta che non disturba in alcun modo la
fucilata,in quanto la trazione degli elastici non permette
all’asta di essere deviata dalla sua traiettoria.
Tutto ciò l’ho potuto verificare dopo infiniti test
Contrastare il rinculo
Questo fenomeno si nota quando si passa ad esempio dai
fucili in carbonio a quelli in legno ed ancor più evidente
utilizzando gomme dure o fucili a più elastici.
Quando si spara con dei fucili senza massa (di certo non
quelli in legno) il rinculo è sempre notevole; e più aumenta
la potenza più il pescatore cerca di compensare questo
rinculo offrendo una resistenza allo stesso dando una specie
di “colpo di mano” in avanti.
Quante volte vi è capitato?
Questo fenomeno dà modo di fare tante di quelle padelle che
a volte ci fa sbagliare i pesci più facili.
Con il legno il rinculo è talmente basso che alle prime
fucilate vi accorgerete quanto siete abituati ad aspettarvi
una botta sulla mano.
Dopo qualche tiro di assestamento non vi staccherete più dal
vostro “pezzo” di legno.
Capite ora che chi viene “drogato” dal legno non torna più
indietro? Il bilanciamento
Avere la possibilità di variare l’assetto sulla vostra
arma (come nei fucili gala sub), è un vantaggio enorme
Esiste ad esempio chi pesca facendo ore di nuoto con il
fucile proteso in avanti ed un fucile negativo in punta in
questo caso vi farà sbagliare tanti pesci a causa della
stanchezza della mano.
Avete voglia di fare il cambio mano e poi al momento
dell’incontro della preda ripassarlo sulla mano con la quale
tirate..
Quando comprate un fucile industriale in genere non vi è la
possibilità di variare l’assetto, e ad esempio il solo
modificare il diametro dell’asta vi rende il fucile
negativo. Come bilanciare?
E’ facile farmi capire facendo un esempio con il tiro al
piattello
Quando si imbraccia un fucile da tiro l’equilibrio dell’arma
è distribuito su due mani ed il brandeggio avviene con la
torsione dl busto.
Diventa molto agevole gestire la fucilata ed il rinculo
Nel caso del pescatore subacqueo invece, l’arma è
sorretta, direzionata, e si spara.. tutto con una sola mano
Secondo il mio modo di vedere l’arma và bilanciata in
prossimità della testata (nel sottopancia ) e deve essere
poco poco negativa in punta.
La zona dell’impugnatura deve restare un filo positiva.
Fino ad ora i test balistici mi hanno dato ragione riuscendo
a dare ai miei fucili grossa precisione con mono gomme da 19
o da 20 mm di diametro abbinate ad aste da 6mm o al massimo
da 6.25 mm di diametro.
Tutto ciò grazie anche ad un buon progetto e ad un ottimale
sviluppo di ogni quota del fucile.
Questo mi ha permesso di creare delle armi micidiali con una
sola gomma con dei tiri lunghissimi, precisi ed il tutto con
una sola gomma, guadagnando enormemente nel brandeggio.
Chiunque ha sparato con i miei fucili mi ha detto di aver
fatto dei tiri prima impensabili.
I fucili restano altrettanto precisi ed ancora più anche con
doppio elastico, che però consiglio di utilizzare con aste da
almeno 6,5mm Cosa cambia senza la testata?
Come mirare?
per chi fino ad ora ha utilizzato fucili con testata chiusa
ora cambia il modo di mirare.
In genere con un fucile a testata chiusa si tende a mirare
la preda coprendola con la testata del fucile.
Infatti in molti usano anche un asta più corta dicendo che
si trovano meglio;
ma non considerano la punta dell’asta durante lo sparo.
Quando invece passiamo ad adoperare un fucile con testata
aperta il nostro unico riferimento diventa la freccia.
In questo caso quindi la punta della dovrà esser indirizzata
verso la preda per conseguire un bersaglio utile.
L’ERRORE SOLITO di chi passa da un fucile a testata chiusa
ad un fucile con testata aperta sta in genere nel fatto che
anche se sappiamo di dover puntare la preda con la punta
della feccia inizialmente ed inconsciamente invece tenderemo
a puntare la preda mirandola con la parte finale del fucile.
Questo causa un tiro errato che andrà sicuramente alto.
Con qualche tiro di adattamento riprenderemo la mano anche
con questo nuovo tipo di fucile.
Basta sapere queste piccole ma importanti cose che a volte
sfuggono ma che fanno la differenza tra un tiro riuscito ed
uno non riuscito. Asta più lunga o asta più corta?
Quante volte abbiamo cambiato la lunghezza nominale del
nostro arbalete?
Sicuramente la stragrande maggioranza di noi almeno una
volta l’ha fatto
Prendiamo per esempio un arbalete con lunghezza dichiarata
100 cm
La lunghezza dell’asta in genere è di 40 cm più lunga della
lunghezza dichiarata del fucile.
Un arbalete 100 quindi avrà un asta lunga 140 cm.
Cosa succede quando noi mettiamo sul nostro 100 un asta più
corta di ad esempio 10 cm?
Accade che se noi non alziamo il tiro faremo una bella
padella in quanto istintivamente avremo nel nostro cervello
memorizzato l’alzo di mira dell’altra asta.
Come si può verificare ciò?
Il motivo principe è che in genere se ci fate caso nella
maggior parte dei tiri non spariamo con il fucile allineato
con l’occhio ma lo traguardiamo sempre un po’ dall’alto.
Chi più chi meno.
Con qualche tiro di adattamento comunque riprenderemo subito
la nostra precisione.
Non mi sento ad ogni modo di consigliare un asta con i
canonici 40 cm in più della lunghezza nominale del fucile
piuttosto di un’altra più o meno corta…
È una questione di gusti e di esigenze.
Il consiglio buono e’ quello di non cambiare la lunghezza
dell’asta del fucile che usate..
Potreste sentirvi disorientati per diverse fucilate |